Ebbene sì, a questi ragazzi piacciono gli ossimori, ovvero quelle figure retoriche che accostano parole reciprocamente contrarie, come lo sono tradizione ed innovazione.
L’Antica Fiera di San Michele nasce con varie interessanti novità che vanno ad accostare l’innovazione dei menu che cambiano di giorno in giorno, con la riscoperta di piatti della tradizione che raramente vengono proposti sulle piazze; continua ad innovare con la proposta dei menu a prenotazione, anche questo abbastanza inusuale per una festa di piazza, che hanno riscontrato un successo di proporzioni che francamente si ha lasciati stupefatti.
180 prenotazioni per la serata inaugurale dedicata alla polenta e baccalà (in stretta osservanza al “mangiar magro del venerdi”), 50 prenotazioni per gli gnocchi di malga del sabato mattina (poi incrementati con un altro centinaio giunti all’ultimo momento), fondato il tetto imposto di 200 prenotazioni per il tradizionale “stracotto de musso” del sabato sera (grazie al nostro Masterchef che si ripete nel successo dello scorso anno), sfondato ancora il limite delle 200 prenotazioni del menu a base di pappardelle e lesso con la pearà della domenica mattina (e un grazie ai cuochi che nonostante fossero andati a letto alle 2 di notte passate, alle 8 del mattino erano già di nuovo ai fornelli) per chiudere con altri 170 prenotati al risotto della domenica sera (ed un grazie ai Carabinieri in congedo, senza di loro saremmo veramente stati troppo stanchi per cucinare ancora!).
Esaurita la “cotoletta alla calmasinese” e mai vi diremo cosa la contraddistingue dalla più nota “alla milanese”!
Successo anche per le due serate di nicchia in corte dei canonici per un entusiasta “Coro Glemonensis” che ancora ci ringrazia dell’ospitalità, ma in realtà siamo noi a ringraziare loro e le la serata misto folk e poesia delle “Fughe delle Matonele” che hanno letteralmente saturato il poco ma esclusivo spazio a disposizione.
Un successo non certo inatteso per i “Castion Boys e el Bifido”, la soddisfazione di avere una band calmasinese per “Nicoletta e Franco” ed infine un grazie ai ragazzi del Country che hanno chiuso la domenica sera.
Le nostre stime, basate sul numero di scontrini emessi, sui votanti al corso di fotografia, sui visitatori alle degustazioni guidate e libere e sul numero di contatti al nostro sito internet durante tutta la settimana antecedente all’evento, dicono che sono passati dall’Antica Fiera in quei tre giorni ben 3mila visitatori.
I numeri ci danno soddisfazione, ma quello per noi più importante è quello di ringraziare i ben 55 ragazzi che durante quelle giornate si sono prodigati nelle cucine, nel servizio al banco ed al tavolo, nell’allestimento dei giorni prima e nello smontaggio dei giorni dopo, nel corso di fotografia, nella gestione delle degustazioni, nell’allestimento delle mostre storiche dei trattori e degli attrezzi d’epoca, nel volantinaggio dei mesi precedenti, nella realizzazione grafica dei volantini, dei menu, delle magliette, dei bicchieri serigrafati, dei grembiuli, nel rispondere al telefono nelle prenotazioni telefoniche, nel lavoro di cassa, nel reperire tutto il materiale necessario, nel diffondere i nostri messaggi pubblicitari mediante i maggiori media locali e in tutto quello che è servito a garantire a Calmasino una organizzazione a regola d’arte per far finalmente rivivere l’Antica Fiera di San Michele.
Perché le tradizioni fanno parte di noi e, anche se non lo sappiamo, proprio dalle tradizioni viene l’innovazione.
Marco Rossi
